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Principessa ClaudiaSecondo una mia personale statistica segreta, ogni uomo è pazzo di me !!! December 30 NataleNon ho cercato a lungo dove metterla. Si è posizionata da sola. Mi scopro fissarla ogni tanto, come quando vedi in una vetrina una cosa bellissima che vuoi ma che non ti puoi permettere. Come quando i bambini guardano gli aquiloni col naso un po’ all’insu. Intoccabili. È un attimo. Quando mi accorgo che è mia, è mia davvero. E posso toccarla, spostarla. Allungo anche una mano, ma prima che la raggiunga con le dita mi ritraggo. Non l’avrei mai comprata. Mai. Ma adesso che ce l’ho, mi chiedo se avrei potuto farne a meno.
Buon Natale, a chi se l'è sudato e meritato. October 03 Flusso di Coscienza...… Questa mattina, facendo colazione, ho visto un video dei Kooks. La canzone è famosa “Always where I need to be”. Una bella canzone, estremamente britannica, con l’appiglio giusto per atterrare anche in America. Li guardavo in un misto tra sonno e ammirazione. Mi vengono in mente tante cose, e dopo la confusione iniziale, li ho guardati davvero e li ho visti così giovani.. Sì, giovani. Ho pensato ai Take That, a quando sono andata a vederli al Forum. Avevo 16 anni, loro in una media di 21. Erano così fighi e grandi e irraggiungibili..
Ho guardato il cantante e ho pensato.. sarà la sua passione cantare, chissà se ha fatto sacrifici, esercizi per la voce, ricerche per il gruppo giusto, litigate con genitori che volevano studiare, il finto amore di una ragazza che ci aveva visto lungo.. Cavoli come è giovane. Ho pensato ai Beatles. I Beatles sono diventati famosissimi non solo perché hanno dato una svolta al genere “Little Tony”. Ma anche perché sono stati la prima vera band strappa mutandine femminili. I Take That ci avevano riprovato, dopo che per diverso tempo fare parte di una boyband era diventato – Roba da Sfigati.
Ma adesso sono davvero tanti. Tutti sono una boyband, anche Francesco Renga cazzo. Renga era un figo da paura. Poi è arrivata Ambra. Poi 2 figli. E fa canzoni adesso da fare impallidire Vallesi. Adesso un gruppo non si nota più. Guardo meglio il ragazzo che canta. È così giovane, chissà quanti sogni ha, magari spera di avere successo come lo hanno avuto i Beatles. Cammina da ribelle per strada? Fuma sigarette alla James Dean?
Ha l’aria trasandata. Profumerà di colonia, ne sono sicura. Di quella che usano i ragazzi con il jeans a metà culo, la polo col colletto alzato e il maglioncino a V della Ralf. La mattina si guarderà allo specchio e si stropiccerà per essere più brutto. Degno di una delle 10.000 boyband di successo.
Lui ce l’ha fatta.. oppure… cazzo sono le 7.20! … July 29 Di Sicuro. Domani.Ho un piccolo formicolio nello stomaco. La sensazione è piacevole, sconosciuta. Addormentarmi tardi e svegliarmi presto, come pochi sanno fare. E avere la sensazione di non aver mai dormito, come se il pensiero che mi ha occupato un lunedì sera in affanno per una webcam che non funziona, non si fosse mai spento e, vigile e prezioso, mi ha delicatamente svegliato e accompagnato al lavoro.
Aspettando Godot. Ci voleva un estraneo per farmici pensare davvero? :)
Io aspetto Godot, e le o di questo nome sono rotonde, sono un cerchio, e passano le stagioni, sempre uguali, il giorno e la notte, il gelo e l'afa, i fiori e i frutti e poi il nulla, solo sterpaglia. Cammino lungo una strada dritta e guardando intorno ho una fastidiosissima sensazione, quella di esserci già passata. A volte è un paesaggio incantato, a volte uno scorcio d'incubo, ma nulla mi sorprende. Talvoleta però, capita che ci sia un particolare inaspettato, una presenza strana che suscita nuove sensazioni, che per un attimo mi fanno distogliere l'attenzione dal solito sentiero e sono questi i momenti in cui io riesco a dire che sono sicura. Sì, sono sicura al 100 % che esiste, esiste davvero il mio Godot. Devo solo ripetere questa strada che mi sembra di conoscere, stando sempre più attenta. Sprigionare la mente e il corpo, elevarli alla massima soglia di sensibilità. Passerò davanti a due occhi che fino ad oggi non avevo notato (c'erano prima?) e quando quel profumo mi farà voltare e incrocerò quegli stessi occhi, allora potrò fermarmi e osservare Vladimir ed Estragon avvicinarsi in un tutt'uno al mio Godot.
La libertà di volare sola è un bene sacrificabile solo per una felicità maggiore. E sì, lo sacrificherei per un ragazzo "perfetto". Che sia dolce, simpatico, che mi desideri come se fossi la cosa più preziosa, che mi faccia ridere, con e senza rumore, che sia attento, che gli piaccia farsi viziare e viziarmi un pochino. Che mi risolva i problemi del PC, che non abbia paura di me o di essere innamorato, che si diverta con poco e che abbia l'incredibile dono di sorprendermi.
“Il signor Godot mi ha detto di dirvi che non verrà questa sera, ma di sicuro domani.”
Perchè, dopotutto, Beckett cosa ne poteva sapere della vita reale... July 26 Niente d'Ingestibile.Uomini di gomma, superuomini di ferro : indifferenti a far l'amore oppure a fare sesso, vivete la giornata senza paranoie...
Fossi come voi... Sarebbe tutto un pò più semplice, magari potrei giocare sporco e poi lavarmene le mani, potrei convincermi che il mondo giri intorno a me, ma so che... La certezza di esser piccolo nasce quando le distanze ci dividono, soffocando le emozioni, ma il bisogno di calore punge ai fianchi e lì traballo ancora un pò... ma che importanza ha...
Uomini d'un pezzo, superuomini di latta : promotori di infinite perle di saggezza, pieni di propositi per chi non ci sa fare... Fossi in voi... Sarebbe tutto un pò più semplice, la notte potrei perfino credere di esser forte, potrei davvero credere che non esista niente d'ingestibile. La certezza di esser piccolo nasce quando le distanze ci dividono, soffocando le emozioni, ma il bisogno di calore punge ai fianchi e lì traballo ancora un pò... ma che importanza ha... July 01 La Fottuta Alternativa.Ho fatto tutto. Tutto per bene e con esiti fondamentalmente positivi. Sono brava in quel che mi ci metto a fare, non c’è mai niente che alla fine non mi viene. Ieri sera per la prima volta, al corso abbiamo fatto un passo che non mi veniva. Sono la più brava del corso, la secchiona che si ripassa i passi a casa. Ma quel passo ieri sera non mi veniva… Dicevo che mi faceva male il piede, ma non era proprio vero (ho ballato con dolori ben più forti…) e alla fine, davanti allo specchi ho detto finalmente la verità. “Questo passo è difficile.” Una volta ammessa questa realtà, mi sono concentrata un po’ di più.
Ed ecco fatto.
Vivere come se niente fosse successo, è la sfida più difficile di tutte. Di vita. Non avrei mai voluto che andasse così, ma è l’unica cosa da fare e ammetto, lo grido. E’ la cosa più fottutamente difficile tra le cose difficili. Bisogna stare davanti ad uno specchio e ammettere che è una cosa difficile, e non per questo abbandonare la missione. Da sempre la contrapposizione tra quello che si vuole e quello che si deve ha creato crepe. E non centra un cazzo “lo faccio per te” “è la cosa giusta da fare” “poi starò meglio”.. vedi, queste sono tutte stronzate. Si fanno queste cose difficili e che creano crepe solo in un unico caso : quando non c’è una fottuta alternativa. Quando non dipende da te. Quando tenti di sopravvivere, non di vivere meglio. Questa è la verità. Quando ci si ferma davanti ad uno specchio e vedi che l’unico aspetto negativo della morte diventa la lontananza da un’unica persona al mondo, poi, ecco... poi credo che sia possibile iniziare a capire cosa provo… e paragonare i propri sentimenti… sempre se si ha davvero il coraggio di arrivare così in fondo… June 07 ACCENDIFUGO (It was Vasco's Concert - finalmente a San Siro!)T'immagini, Dani? T'immagini come sarebbe andare al concerto di Vasco?
Vasco. Non lo amo da sempre, ma oggi non riesco a distinguere la mia vita, con lui e senza di lui. Si confonde tutto, e sembra che ogni pezzo di me sia meticolosamente da lui descritto. La mia prima cassetta di Vasco risale a non molto tempo fa, parlamo del 2002. Sulla linguetta bianca, una scrittura dinamica recitava : "Vasco... dopo i Pizzoccheri!!!". Le 12 canzoni più belle, meticolosamente scelte da una persona che sapeva molto meglio di me dove sarebbero andate a finire: nelle pieghe del cuore, quelle profonde, di segreti nascosti anche a noi stessi...
Vasco, quest'anno Vasco. Priorità 1. Voglio stare lì e respirare la sua aria, l'aria che quel giorno solo chi è stato in quel limbo in cielo ha respirato. Quest'anno inizio con Vasco. Biglietto prato.
Dopo i primi step, compra la fascetta (nera no, con la faccia no, fuxia no... bianca e oro!), fai 10 km a piedi, in mezzo a qualunque cosa, sacchi a pelo, bottiglie, salami, forchette, ombrelli, tutto abbandonato come dopo una lunga guerra, finalmente siamo dentro. Ore 17.00 : troppo tardi per guardarlo negli occhi. Poi è stato questione di seconti, attimi brevissimi. "Conosciamo uno, voi cosa fate, volete venire davanti al palco?". Uno sguardo, Dani, uno sguardo a tre. Alle 19.00 siamo ad un passo dall'incredibile. 19.05 : sono dentro. Qui tutto è amore, le persone, le parole, l'aria... ci spingiamo più avanti che possiamo e l'attesa inizia con la pioggia. Una pioggia sempre più forte, una benedizione sempre più avvolgente. Lo so, Dani, questo sarà il concerto più bello.
Metto la giacca, il cappellino e si aprono a spot gli ombrelli, quasia a rigettare quelle lacrime che il cielo non riesce a trattenere. Mi sento soffocare. Così decidiamo di togliere tutto, giacca ombrello e stare così, come dio vuole. Ore 20.00: siamo fradici.
Quando Vasco entra è un delirio. Le luci, le persone, gli zaini in mezzo ai piedi, la pioggia. E' tutto perfetto. Tutto. Balliamo un po', lui è così vicino, così umano. Sembra un amico, che si sta esibendo per un gruppo di persone in piazza... ma la sua voce... E' lui, Dani. E' qui, davanti a noi. Poi è successo l'isperabile. E sai a cosa mi riferisco. Questione di poche note, Dani, che siamo occhi negli occhi. T'immagini, dio mio, se cantasse la nostra canzone? Se questo momento potessere essere ripetuto all'infinito, ti stancheresti mai? Cantiamo forte, di più. Ancora di più, tanto che è tutto un coro, ed è lui, in questo momento a cantare con noi, non noi a cantare con li.
Tutti amici lì davanti, uniti da una passione in comune, un uomo che ha saputo mettere insieme 3 generazioni, di qualunque sesso e mentalità. Mi sembrano tutti fighissimi, e anche io mi sento come loro. Siamo vicinissimi alla passerella di destra, eccolo che la affronta. Spingiamo con tutta l'energia, VIENI QUI! VIENI QUI! VIENI QUI! E improvvisamente sento qualcosa che mi afferra e che mi fa arrivare su, più su. Più in alto di tutti. Un ragazzo di cui non so neanche il nome, 1.90 d'uomo, mi prende sulle spalle e mi spinge in cielo. Mi aggrappo timorosa, faccio per scendere subito. Sono ancora a metà, i miei piedi toccano terra. Lui mi guarda, per la prima volta serio. stiamo 10 secondi a fissarci negli occhi. Ed è stato un secondo. Ho tolto lo zaino, sono salita sulle sue spalle ho alzato le braccia e ho gridato forte. Il cuore esplodeva, lo sentivo ovunque, in gola, sulle tempie, in pancia. Le luci si accendono illuminando San Siro. Questo ragazzo si gira e quello che vedo non è spiegabile, non è credibile, non è capibile. Ero dio, sul tetto del mondo. "VASCO FINALMENTE A SAN SIROOOOO!!!" Gli occhi mi si sono riempiti di lacrime.
Non so, non lo so se sarà mai possibile essere ancora così felici, come lo sono stata quel giorno: 06 giugno 2008. La data entrerà di certo nella storia, magari non dei libri, ma della mia vita. Da quel giorno, non c'è canzone che mi dia lo stesso significato che dava prima. Ora lui fa parte di me...
"Spinoza diceva che chi detiene il potere ha bisogno che le persone siano affette da tristezza. Stasera siamo qui per regalarvi un pò di gioia, gioiaaaaa, gioiaaaaaaaaaa!!!"
Ti immagini, Dani... Se fosse sempre il concerto di Vasco?
Claky**
(Un grazie ad Andrea, perchè tra Pagliodromie e Accendifughi, ogni sigaretta era accompagnata da una risata. Per la compagnia sempre esilarante, e perchè, in fondo, se non sono morta calpestata tra i poghi lo devo anche a lui!!)
May 15 Vieni Più Vicino.Sì, ho gli occhi neri! Te l'ho detto, non so mentire. Sono neri. Non ci credi?
Avvicinati. Di più. Devi venire più vicino. Sono proprio neri...
Se una persona ha gli occhi blu, lo si nota subito. E' la prima cosa che dici di una persona, descrivendola, che ha gli occhi blu. Sono bellissimi, più sono chiari, più è evidente che c'è qualcosa di speciale in loro. Così rari, trasparenti.
Avere gli occhi neri è ancora più raro. E' raro, quasi unico. Hanno una profondità di cui ti rendi conto solo quando ti accorgi di non riuscire a tornare più indietro. Ma non sono appariscenti. Non si impongono come in prima linea, in un viso. Lasciano spazio all'osservatore, per lasciargli guardare l'insieme, le forme del collo, della bocca, la vita, le gambe, la schiena. Lasciano spazio al suono della voce, della risata, del modo di stare in silenzio... Lasciano spazio al profumo sul collo, lasciano la gloria all'aroma del balsamo per i capelli, della crema spalmata dopo una doccia. Lasciano che prima si senta la pelle come seta, lasciano ai gesti, anche piccoli, tutto il tempo di esprimersi e di dimostrare cosa voglio.
A volte non si ha il tempo di far vedere che i miei occhi, per dio, sono neri.
Come fai a non vederli?
April 24 Muta.Me ne starò muta. Anche perchè non ho più niente da dire. Ho già detto tutto, scritto più di quanto so di aver capito. Molte cose non so. Su di me, intendo. Scoppio a piangere per ferite archiviate, me ne creo di nuove. Mi faccio colpire pur avendo previsto protezioni... è come se dovessi semplicemente camminare su una striscia sul pavimento e, perdendo l'equilibrio, cadessi. Cazzo, mi dico, è solo una striscia disegnata, non è una trave di 10 metri. Eppure cado.
April 03 PAROLA CHIAVE : PAGLIODROMO (It Was James Blunt's Concert)Una ennesima prova che il tempo, dio mio, vola. Sembrava ci volessero AGES, anni, prima che arrivasse quel fantomatico 2 aprile, ti ricordi Dani? Anni... e invece? In un batter d'occhio sono le 13.00 e in fretta e furia ho dovuto recuperare le mie cose e uscire dall'ufficio. Arrivo a casa e, giusto per complicare le cose,mi ritrovo a fare per la terza volta in 10 gg la valigia. Mentre butto dentro i vestiti un po' a caso, un po' a memoria del precedente bagaglio, la mia testa è già là. Un panino al volo. Dani, per una volta sei stata puntuale. Tangenziale, direzione DATCH!
"CONOSCO IO LA STRADA DANI!" del resto ci avevo lavorato anni...
Eccoci all'uscita di Assago, ovviamente una serie di cartelli gialli dalla dubbia utilità ci indicano diverse direzioni tutte apparentemente plausibili.. poi un cartello illumina la mia mente! DATCH ---> "Gira a Destra, gira a Destra!", e destra fu. Strada a fondo chiuso, che dava su lavori in corso che alzano un polverone bianco che inonda la mia povera macchina, sporcandola (o pulendola, dipende dai punti di vista!)
Nel fare manovra quasi ciocchiamo con un tipo che gentilmente ci mostra il dito medio, o stava salutando secondo te, Dani? Poco importa, il DATCH è lì, gira, di qui, un dosso di là. Ecco il parcheggio, Dani ci siamo! "Claudia, ma perchè è vuoto?" domanda senza alcuna risposta...
Ma cosa importa Dani, siamo arrivate! Ore 15.00, in pertfetto orario.
E' a questo punto che arriva la domanda clue di tutta la giornata : "Cosa facciamo Dani, LASCIAMO GIU' IL GIUBBOTTO?", e la risposta (sempre peggio) : "Sììì", con quel tono come per dire, rincoglionita,cosa te lo porti a fare???? Ci incamminiamo. Appena scese dalla macchina, una lieve brezza quasi ci porta via! Io saggiamente avevo un elastico per i capelli, ma la stronza (sì, ho detto stronza) mi ha detto che per solidarietà non dovevo metterlo, e la babba (sì, da babba di minchia) risponde "ok".
... le lacrime la sera per spazzolare i capelli faranno parte di tutto un post a sè...
Prima tappa, anche un po' di fretta, comprare una fascetta, alla modica cifra di 5,00 euro "Io nera ce l'ho, con la foto no, io rosa no, preferisci bianca o nera, tu come la prendi? E tu?" Insomma, abbiamo già rischiato la vita con il mendicante, che avrebbe tanto voluto mandarci, ma che poi ha visto in noi 10,00 euro facili (cazzo, 50 anni in due ;)). Arriviamo a passo sostenuto.
Persone totali in coda : 10. Attrezzatissimi, con sedie, libri, giornali, lettori mp3, patatine, panini, sigarette, canne... Età media : 15 (e nessuna aveva la fascetta!!!). Ti guardo un po sconsolata, indecisa se cedere alla ridarola oppure no. Non cedo. E qui arriva la parola perno della giornata, quella parola che la prima volta che ti viene detta rimani un po allibita, tuffandoti nella tua adolescenza più tamarra. Dani, l'hai detta tu. (specifico perchè ho una dignità :)))
"OH BBELLA! ADESSO PAGLIODROMO!"
"Prego??"
"EH Sì, ADESSO CI METTIAMO QUI E... PAGLIODROMO!" ...
Piccolo particolare Dani, come facciamo a fumare con le sigarette nella giacca... IN MACCHINA? Senza sigarette per 6 ore non si può stare, e allora torna alla macchina. Prendi le sigarette e torna in fila. Persone totali in fila : 15. Ci sediamo e parliamo un pochino degli ultimi aggiornamenti. Io ne avevo di freschi, tu mi ha deliziato con la tua cena design e descrivendomi giornate d'amore come non ne ho avute mai... h. 16.30 : gli argomenti sono finiti.
Intanto il vento si fa sempre più prepotente, alzando da terra sabbia e sporco dei vicini lavori in corso. Sul viso, nelle orecchie, nella testa, in bocca... AVEVO TERRA OVUNQUE! Inferocendosi, il vento si fa anche gelido, e noi, due coglione, avevamo lasciato il giubbotto in macchina. Ma nessuna delle due ha detto niente... Paura che ti picchiassi, vero Dani?? Vedendo gli altri mangiare, ti mando in missione all'autogrill (rigorosamente una delle due, per non perdere il posto in fila ;))). Torni con : 2 gelati, pringles, fonzies. Il gelato ci ha dato la mazzata finale, e quando ho visto le tue labbra blu, mi sono decisa ad andare in macchina a prendere i giubbotti.
Vi evito la corsa, distrutte prima di iniziare, fino al palco. Abbiamo perso qualche posizione, ma al momento giusto, con qualche gomitata, eravamo davanti.
Qui terzo momento topico della giornata. Suona un telefonino (da leggere rigorosamente in napoletano) :
"Pronto" ... "Ciao Papà" ... "Come dove sto, sto aMMilano" ... "Al concerto, papà!" ... "James Blunt"
...
...
...
"MA CHE JAMES BROWN, PAPA', KILLO EMMURTO!!!"
Va beh... :)
Quando entra Lui il Forum è pieno. 20 canzoni bellissime, una più emozionate dell'altra. Commosse noi, commosso lui, e una sciura che urlava : "IOR BIUTTIFUL!!!" proprio accanto a te (del resto io avevo la napoletana, uno per uno!). A circa metà concerto scende dal palco, Dani cazzo è di fronte a noi, quanto sarà? 1 metro? Tutti iniziano a spingere, io alzo le mani, mi spingo con le punte dei piedi più che posso. Chiudo gli occhi e quando li riapro James è sdraiato sulle ragazze davanti a me e sembra che crechi la mia mano. Stringo qualcosa di sudato, che mi viene subito strappato via. E' lui.
...
E' lui.
...
Il cuore mi scoppia via. La folla si rilassa mentre lui risale sul palco. "Claudia, l'ho toccato! L'hai toccato?" "Sì..". Da quel momento, James ha cantato solo per noi, vero Dani? Ce le ha cantate tutte. E in attesa di 1973, la nostra canzone, Barcelona 2007, For Ever Here We Go Again, lo guardiamo guardarci fin dentro l'anima e leggerci ad alta voce, in musica, le emozioni che siamo vivendo.
James è così. Sembra che non gli importi di noi, ma poi lo vedi commuoversi quando con "You're Beautiful" non riesce a cantare, perchè cantiamo più forte noi, siamo noi, cantiamo più forte di lui e quando come per magia le luci illuminano la platea con le braccia alzate, tra coriandoli bianchi e rossi di una coreografia come lui : ESSENZIALE. Perchè James è essenziale, come posso fare a meno di lui, me lo spieghi Dani? E adesso, è lui che ci lega un pochino di più, oppure siamo noi che leghiamo sempre di più lui a noi? Quando c'è una canzone che descrive quello che tu hai respirato, ma che non sei riuscito a descrivere, vuol dire che ti è stato rubato un sentimento o sei tu che hai rubato l'anima di quella canzone prima ancora di sentirla?
Quanti pensieri possono passare in 20 canzoni?
Sono le 3.00 di notte "And once again, I cannot sleep". Voglio rivivermelo tutto, non voglio dimenticare niente. Un piccolo pensiero si posa su l'ultima chiamata ricevuta. Sorrido, nonostante tutto, resto "Fucking High". Questa notte è solo nostra. Risento la sua mano, il tuo abbraccio, la mia lacrima. E sento anche un po' la sua. Mi ricanto nella mente tutte le 20 canzoni. Tutte e 20, cercando di rivederlo cantare. Solo per me.
Ma al risveglio. In mente ne è rimasta solo una.
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